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Il “Mosteiro de Santa Maria de Alcobaça” è un antico monastero di origine medievale che si trova nell’omonima cittadina di Alcobaça ed è stato dichiarato sin dal 1989 Patrimonio dell’Umanità dell’UNESCO.

Si tratta di uno dei più impressionanti e magnifici esempi di architettura cistercense in Europa. Nonostante i suoi quasi 900 anni di vita, mantiene intatto il complesso di edifici medievali e la sua chiesa in stile gotico primitivo è la più grande tra quelle edificate in Portogallo in questo periodo.
Il Monastero è parte integrante della storia del paese. Fondato dal suo primo re, D. Afonso Henriques, deve la sua esistenza alla donazione delle terre di Alcobaça all’Ordine Cistercense, per avere sconfitto i mori durante la conquista di Santarém.

Il monastero fu costruito in stile gotico-medievale e tutte le stanze rispettano le regole dell’ordine cistercense con linee pulite e poche decorazioni, fatta salve qualche immagine mariana. Contrasta con gli interni del monastero la facciata della chiesa che è un misto di stili e decorazione: la realizzazione originale era barocca a cui si aggiungono il portone romanico, il perimetro esterno presenta la tipica merlatura medievale mentre le torri risalgono al XVIII secolo.
L’interno della chiesa, consacrata nel 1252, seguì il progetto originale di un’antica abazia francese – abbazia di Clairvaux: la pianta è a forma di croce latina con un transetto e tre navate. Tutte le navate, coperte dalla classica volta gotica, sono alte circa venti metri, lunghe 106 metri e complessivamente sono larghe 17 metri: questo permette alla chiesa di Alcobaça di essere la più grande chiesa del Portogallo. Le pareti e le colonne della chiesa non hanno decorazioni e file di finestre illuminano le navate a cui si aggiunge un rosone sulla facciata principale. La cappella principale è circondata da un deambulatorio e delle cappelle più piccole.

Nel transetto della chiesa si trovano le tombe reali di Pietro I del Portogallo e della moglie Inés de Castro, uccisi per ordine di Alfonso IV padre di Pietro. La tomba del re è sorretta da leoni mentre quella della regina da bestie mezze monaco e mezze leone; i lati sono finemente decorati con rilievi raffiguranti scene di vita di San Bartolomeo, di Cristo e quella dei due monarchi.
La chiesa di Alcobaça presenta poi un bellissimo Pantheon Reale ricostruito nel XVIII secolo in stile neogotico dopo che il terremoto del 1755 distrusse quello originale. Nel Pantheon si trovano le tombe dalla regina Urraca di Castiglia moglie di Alfonso II e della regina Beatrice di Castiglia moglie di Alfonso III.

La sagrestia della chiesa del monastero di Alcobaça è in stile manuelino da cui si accede poi al convento vero e proprio. L’organizzazione dello spazio del monastero segue le norme imposte dall’ordine cistercense: gli elementi basilari sono un dormitorio, il refettorio, un chiostro, la sala capitolare e la biblioteca.
Il dormitorio è la stanza dove i monaci dormivano tutti insieme e solo nel XVI secolo si crearono delle celle singole per ogni frate. Il refettorio è la stanza dove i monaci fanno i pranzi principali; qui si trova un grande tavolo e un pulpito poiché durante i pasti un monaco era incaricato di leggere la Bibbia. La cucina è annessa al refettorio ma separata da un corridoio: le dimensioni dei fuochi e del camino erano davvero smisurate. Inoltre, l’ingegno cistercense aveva creato un canale che trasportava – e anche il pesce fresco – da fiume Alcoa direttamente in cucina.

Il chiostro del monastero è detto “chiostro del Silenzio” ed è uno dei più grandi di tutta l’Europa; le colonne che lo circondano sono decorate con capitelli con motivi animali e vegetali ad opera degli architetti portoghesi Domingo Domingues e Master Diogo. Al centro del chiostro si trova una fontana rinascimentale dove compaiono stemmi e grifoni. Su un lato del chiostro si affaccia anche la bellissima “Sala Dos Reis”, sala dove sono conservate le statue dei reali di Portogallo e che ah ala caratteristica di essere quasi completamente affrescata.
La sala capitolare del monastero era usata dai monaci per discutere di problemi quotidiani e particolari questioni o anche per leggere la “regola di San Benedetto”, che alla base di tutti gli ordini monastici.

Infine vi è la nutrita biblioteca del monastero: i monaci trascrissero numerosi libri sulla storia del Portogallo e di argomento religioso e ne risulta che la biblioteca di Alcobaça era una delle più grandi del Portogallo. Nel XIX secolo, durante l’invasione francese, essa f saccheggiata e molti libri rubati; ad oggi la biblioteca conta un centinaio di manoscritti medievali a cui si aggiungono dei testi conservati nella biblioteca di Lisbona.

La visita alla chiesa Alcobaça di è gratuita mentre per accedere al monastero bisogna pagare l’ingresso (€ 4,50) che permette di fare la vista completa di tutta la costruzione.

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