BUENOS AIRES – ARCHITETTURA E FUMETTO

BUENOS AIRES
Gennaio 8, 2017
BUENOS AIRES – TEATRO
Gennaio 8, 2017
Show all

BUENOS AIRES – ARCHITETTURA E FUMETTO

BUENOS AIRES – ARCHITETTURA E FUMETTO

La capitale Argentina ospita numerosi edifici interessanti dal punto di vista architettonico: da quelli più tradizionali, come il Teatro Colón, il Palazzo delle Acque Correnti, la Chiesa del Pilar, la Cattedrale Metropolitana, la Casa Rosada e il Congresso della Nazione a quelli più moderni, come  lo Yacht Club Argentino, il Palazzo Barolo – primo grattacielo della città, ispiratosi nella Divina Commedia – e l’ex birreria Munich, a Costanera sud, attuale sede  della Direzione dei Musei della Città e del Museo dell’Umore. Non mancano poi edifici di netto taglio francese, come il Circolo Militare, la Cancelleria e gli alberghi del Viale Alvear.

Interessanti sono anche i fabbricati che sono riusciti a convertire il cemento armato in vere e proprie opere d’arte; basta citare i lavori dell’architetto Clorindo Testa nell’ex Banca di Londra, nella Biblioteca Nazionale e nel Museo Xul Solar.

Infine troviamo le centinaia di case “chorizo” (che in spagnolo significa “salsiccia” , così chiamate a causa della loro forma stretta e allungata), di stile italiano, disseminate in tutti i quartieri della città.

In generale il razionalismo merita di un particolare riguardo essendo, in effetti, l’estetica che meglio riflette l’architettura di Buenos Aires.  Ci sono vari esponenti di questa corrente, tra cui il palazzo per uffici Comega, il Safico oltre al Teatro Gran Rex.  Tuttavia, il massimo esponente del razionalismo è senza dubbio il paradigmatico e meraviglioso Kavanagh, uno dei primi grattacieli di cemento armato al mondo, costellato di dettagli squisiti, i cui appartamenti sono stati tenuti i più esclusivi della città dal 1935. È quasi impossibile concepire la Piazza San Martín senza la sua facciata. O il quartiere Recoleta, senza i suoi edifici dalle facciate ricurve, senza le terrazze all’aperto e i marmi delicatamente solenni dei suoi portici.

 

Per gli appassionati di fumetti, lungo le strade dello storico quartiere di San Tempo e del moderno Puerto Madero, fino a raggiungere Costanera Sur, è possibile percorrere la storia del fumetto argentino.

Per la Costanera Sur, nel Viale de los Italianos all’800, si trova MuHu, il Museo dell’Umore Argentino che funziona nel bellissimo edificio dell’ex birreria Munich. Dallo stile architettonico centroeuropeo, con una singolare l’architettura che richiama quella delle tipiche birrerie tedesche, divenne il punto d’incontro delle più importanti figure della vita sociale, politica e culturale di Buenos Aires nel primo ventennio del secolo scorso. Oggi custodisce il prezioso patrimonio culturale proveniente dall’arte grafico/comica creata in questo paese. Conformata da pezzi appartenenti ai grandi maestri del disegno, dell’illustrazione e del fumetto, la mostra permanente, che ha sede nel seminterrato dello stabile, include un centinaio di opere che rappresentano ben due secoli dell’umore grafico argentino. Dai pezzi umoristici di costume locale dei Peinetones de Bacle e le illustrazioni satiriche di El Mosquito y Don Quijote, fino alle opere dei grandi illustratori degli inizi del ventesimo secolo (Cao, Sirio, Zavattaro) che pubblicarono nelle riviste Caras y Caretas, Fray Mocho, Plus Ultra e El Hogar. Ci sono anche esemplari dei primi fumetti di metà del ventesimo secolo, quando alcuni dei grandi esponenti dell’arte grafica divennero editori di riviste che segnarono un’epoca singolare: Dante Quinterno con Patoruzú, Guillermo Divito con Rico Tipo e, anni dopo, Landrú con Tía Vicenta e Andrés Cascioli con Satiricón e Humor. Fino ad arrivare ai giorni nostri, con la fama internazionale raggiunta da grandi autori come Quino, Ferro, Mordillo o Carlos Nine.

Il Museo del Humor possiede anche un micro cinema dove si proiettano dai primi corti animati argentini come ad esempio: Upa en apuros, il primo fumetto animato a colori dell’Argentina (Con Regia di Tito Davison e sceneggiatura di Dante Quinterno, inaugurato nel 1942), alle più recenti opere dell’animazione digitale.

IL percorso per arrivare al Muhu, dallo storico quartiere di San Telmo, a pochi isolati di Plaza de Mayo è in se stesso un’opportunità unica di scoprire, in famiglia, la storia del fumetto argentino.

Dall’angolo delle strade Defensa e Chile, dove s’innalza la scultura dell’ineffabile Mafalda, il candido personaggio creato da Quino, un circuito urbano rende omaggio ai personaggi più cari delle strisce a fumetti argentine. Il Paseo de la Historieta è un percorso in cui le sculture rappresentano ed evocano i personaggi preferiti di grandi e piccoli di tutti i tempi. All’immagine di Mafalda si aggiungono: Isidoro Cañones, il prototipo del playboy porteño creato da Dante Quinterno; Larguirucho, lo sgarbato personaggio di Manuel García Ferré; Matías, il bambino domandone di Sendra; Las Chicas de Divito; Don Fulgencio, l’uomo che non ha avuto infanzia, ideato da Lino Palacio; Clemente di Caloi; il cacicco tehuelche di Quinterno: Patoruzú; Gaturro, l’animale domestico di Nik; e giunti a Puerto Madero: Don Nicola, di Héctor Torino; Negrazón e Chaveta, di Cognini; Diógenes y el Linyera, di Tabaré; Langostino e Corina, di Eduardo Ferro e il popolarissimo Inodoro Pereyra e il suo inseparabile cane Mendieta, la creazione più rinomata di Roberto Fontanarrosa.

 

credits to www.argentina.travel.it

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *